Antonello Serrao
A.F.I. - A.F.I.A.P.

Il Perù, terra degli Incas, paese affascinante e misterioso; un viaggio indimenticabile ma impegnativo per le notevoli altitudini che si raggiungono durante il percorso. Lasciando Lima e la zona costiera di Paracas, con escursione alle incontaminate Isole Ballestas, abbiamo iniziato la salita verso le mete più in quota, raggiungendo prima Arequipa a 2.325 mt., con l'immancabile visita al Monasterio de Santa Catalina, alla bella cattedrale in Plaza de Armas ed al museo dove è custodita la mummia "Juanita", il corpo congelato di una ragazzina inca di circa 12-14 anni, morta sacrificata sul Vulcano Ampato tra il 1440 ed il 1450. Lasciamo Arequipa in direzione Chivay. La strada sale raggiungendo il Mirador delle Ande a 4910 metri, il punto più alto raggiunto durante il viaggio. L’altitudine si fa sentire: mal di testa, senso di stanchezza e difficoltà di respirazione: un pò complicato adattarsi......Dopo una breve sosta riprendiamo il viaggio raggiungendo il villaggio di Chivay, 3650 metri d'altitudine, con il suo pittoresco, colorato ed animatissimo mercato. Il villaggio, principale centro urbano nel Canion del Colca, è il punto strategico da cui partire all'alba del giorno successivo in direzione Cruz del Condor, punto panoramico del Canion dal quale poter osservare nelle prime ore del mattino maestosi condor in volo alla ricerca di cibo.

Soddisfatti per lo spettacolo inusuale, riprendiamo il cammino in direzione Puno, 3.850 mt slm, tappa obbligata per il successivo trasferimento sul Lago Titicaca.

Il Titicaca Lake, meta imperdibile per chi si reca in Perù, è il lago navigabile più alto al mondo (circa 3.810 metri), nonché il più esteso del Sudamerica, con le sue 41 isole di cui alcune densamente popolate.

Le Isole Uros, a pochi minuti di navigazione da Puno, sono isole galleggianti così chiamate perché costruite dalla popolazione Uros usando strati di canne di totora che crescono abbondantemente nelle acque basse del Lago. Continuando la navigazione arriviamo all'Isola di Taquile: niente acqua corrente, niente energia elettrica, niente internet: un tuffo nel passato!!! Stop di una notte in una casa (letto di canne, servizi all'esterno), per poter girare a piedi questo remoto angolo di paradiso, i cui cittadini indossano vestiti diversamente colorati secondo il loro status sociale. I "capi" indossano berretti (detti chullos) neri, gli uomini sposati, quelli rossi; i celibi quelli color rosso o bianco; stessa usanza per le donne, che indossano ampie gonne a più strati e camicette ricamate.

Ci si rende conto che qui il tempo si è veramente fermato......

Dopo l'indimenticabile esperienza del Lago arriviamo alle Saline di Maras. Utilizzate per estrarre il sale fin dai tempi degli Incas, rappresentano ancor oggi una fonte di approvvigionamento oltre ad essere un'attrazione davvero unica.

Penultima tappa la cittadina di Cuzco a 3399 m s.l.m. Ex capitale dell'Impero Inca, dichiarata nel 1983 dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, dove l’architettura Inca si fonde con quella coloniale spagnola. Molto bello e gradevole il centro storico e le superbe chiese come la Cattedrale, la Compagnia, la Merced, San Francisco.

Concludiamo il nostro tour con la visita, direi scontata, di Machu Picchu. Su questa antica città Inca si è scritto e raccontato di tutto e non a caso è la meta più battuta dai turisti, una massa di visitatori che difficilmente si incontra nel resto del Paese, nonostante che il Perù (per fortuna) non sia solo Machu Picchu. Lunghe attese in coda precedono l'ingresso al sito, soprattutto se non si ha l'accortezza di arrivare nelle prime ore del mattino. Tuttavia ne vale la pena, anche se lassù sarebbe più bello poter ammirare i misteriosi resti archeologici lontano dagli sciami di turisti, spesso poco interessati all'importanza del sito. La città millenaria, situata a 2.430 mt, scoperta nel 1911 e dichiarata patrimonio dell’umanità, è sempre più minacciata dal turismo di massa; i circa 3000 visitatori al giorno nell’alta stagione e 2000 nella bassa causano un aumento preoccupante di spazzatura e l’innalzamento dei livelli di inquinamento. La speranza è che le autorità sappiano intervenire per tempo.

Antonello Serrao