A.F.I. - A.F.I.A.P.

Effettuare un viaggio in Siria nel settembre del 1991, all’indomani della prima guerra del Golfo, sembrò una scelta azzardata, quasi una sfida alla sorte. Ricordo che, all’epoca, nelle agenzie di viaggio non si trovavano né opuscoli né depliants; le proposte commerciali spingevano piuttosto verso le solite mete turistiche: mari tropicali, Europa, America, insomma viaggi tranquilli a rischio “zero”.

Ma la voglia di qualcosa di diverso, l’amore per la storia e la cultura, la curiosità di tuffarsi in una realtà quasi del tutto sconosciuta alla stragrande maggioranza del popolo dei viaggiatori, unita alla stuzzicante fantasia del “fai-da-te”, mi spinsero a prenotare un volo RC/Roma/Damasco andata e ritorno, riservandomi – coma al solito – la libertà di movimento nel paese da visitare, senza date fisse o prenotazioni alberghiere lungo il circuito che avrei seguito.

Fu così che si alzò il sipario dinnanzi ad un mondo meraviglioso; due settimane a contatto con la gente, scrutando la loro quotidianità con rispetto, visitando imponenti siti archeologici, ricche moschee, villaggi di periferia, città, strade affollate o desolate, suk, hammam.

Tutto ciò che offre un paese arabo con alle spalle una storia millenaria.

Sicchè appare semplicemente scontato fare riferimento ai libri di scuola, sui quali imparammo che la Siria è la culla della civiltà mediterranea, la terra nella quale iniziò fin dall’8.500 a.C. la straordinaria avventura umana del processo di sedentarizzazione in uno dei villaggi neolitici nella valle dell’Eufrate.

Questa terra, ricca di storia, è stata testimone, fin dalle epoche più remote, del passaggio delle civiltà che qui si stabilirono. I regni di Mari, Ebla ed Ugarit ne sono testimonianza fin dal III millennio a.C. e poi i Sumeri, gli Egizi, i Greci, i Romani, fino alla definitiva conquista da parte del mondo islamico.

Il viaggio si è sviluppato partendo da Damasco (con le sue strade affollate, la stupenda Moschea degli Omayyadi, il suk, l’hammam), passando attraverso Maalula (un villaggio dove ancora si parla l’aramaico, la lingua di Gesù), Hama (con le imponenti Norie sul fiume Oronte), il maestoso Krac dei Cavalieri (il più grande caravanserraglio esistente, memoria delle crociate agli inizi del secondo millennio), il sito di Apamea (con il suo bel colonnato corinzio), gli scavi archeologici di Ebla (dove l’Archeologo Paolo Matthiae dell’Università di Roma ha riportato alla luce i resti di una città, che si è rivelata una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi 50 anni nel Medio Oriente).

Ed ancora la caotica Aleppo (con la sua imponente cittadella), i resti del Santuario di San Simeone Stilita (uno dei più importanti monumenti di arte paleocristiana), quindi giù verso il deserto a scoprire la straordinaria Palmira (Tadmor per gli arabi): stupendo sito archeologico con il Tempio di Bel, la Grande Via Colonnata, il teatro (prima metà del II sec. d.C.), il Tetrapilo (da non perdere la vista al tramonto sul sito dalle rovine del castello arabo); infine, il bellissimo ed austero teatro romano di Bosra, tutt’oggi utilizzato per le rappresentazioni.

Mi è mancata la zona orientale del Paese ma….senza rammarico.

Sarà per la prossima volta; la Siria merita un ritorno ed io sono sempre pronto a prenotare nuovamente un volo RC/Roma/Damasco.

Antonello Serrao