Antonello Serrao
A.F.I. - A.F.I.A.P.

Verso Lourdes

Avevo appena letto di un concorso fotografico a tema: “il treno”. Quale migliore occasione per scattare qualche immagine al mezzo di trasporto più popolare e diffuso, quello – per intenderci – delle grandi migrazioni sud-nord degli anni ’60.

Avevo terminato i rulli di diapositive (all’epoca il digitale era ancora un miraggio) ma nel frigo c’era sempre una scorta di pellicole in bianco e nero. Prendo un paio di Agfa APX 400 e mi dirigo alla Stazione Centrale di Reggio Calabria, con in mente le foto che avrei potuto scattare.

Gente che sale e scende dal treno, vagoni in movimento con tempi lenti, particolari delle carrozze, dei binari morti, dei bagagli, qualche facchino, magari il Capo Stazione. Alla fantasia non c’è mai limite, basta applicarsi.

Ciò che non mi sarei mai aspettato era di trovarmi al punto giusto al momento giusto: la partenza del treno bianco per Lourdes.

Cambio di programma obbligatorio; chiedo rispettosamente il permesso ai parenti ed al personale addetto dell’UNITALSI di scattare qualche foto, promettendo (cosa che poi ho naturalmente fatto) di concedere le immagini per una mostra nelle loro sedi.

La mattina del 21 maggio 2000, una domenica qualunque, ha rappresentato per me una tappa fondamentale della mia vita; non ero mai stato così vicino alla sofferenza ma, allo stesso tempo, non avevo mai toccato con mano quanto la sofferenza possa trasformarsi in gioia di vivere.

Ho imparato due parole che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare: speranza ed amore.

La speranza di chi, non particolarmente fortunato, si reca a Lourdes per l’incontro con il trascendente, accompagnato dall’amore di chi, con sacrificio e senza tornaconto, si offre per alleviarne le sofferenze del lungo viaggio.

La “fotografia” sta nel mezzo; documenta, racconta, fissa l’attimo dello scatto per sempre, offre la possibilità di meditare anche dopo anni. E' questa la grande forza della fotografia: un silenzioso racconto a chi non c’era…..

Antonello Serrao

Un ringraziamento particolare all’ UNITALSI